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CINEMA: LAV, BOVINO UCCISO IN 'BAARIA' RACCAPRICCIANTE
E' una scelta "raccapricciante" quella di girare una scena di 'Baaria', il film di Giuseppe Tornatore, nella quale si uccide un bovino con un punteruolo conficcato nella fronte dell'animale. E' quanto afferma in un comunicato la Lega Anti Vivisezione (Lav). "La scena e' stata girata in Tunisia, in Italia sarebbe sarebbe scattato il codice penale - sottolinea la Lav -il regista Giuseppe Tornatore ha fatto uccidere appositamente un bovino che viene colpito alla testa con un punteruolo: l'animale si accascia a terra e ancora cosciente gli viene tagliata gola, il sangue zampilla in modo copioso mentre l'animale batte le palpebre e si muove leggermente fino a morire, alcune persone lo raccolgono in tazze per farlo poi bere a una delle attrici con la scusa che e' anemica". Per la Lav, che ha visionato il film nella 'Commissione di revisione cinematografica' di cui e' componente per legge, la scena e' "raccapricciante e cruenta, tanto piu' pe rche' realizzata con un animale ucciso appositamente". "Perche' Tornatore, volendo rappresentare un atto efferato dell'epoca rappresentata nel film, non ha scelto di utilizzare degli effetti speciali? Perche' - chiede la Lav - realizzare in Tunisia una scena che in Italia sarebbe considerata maltrattamento secondo il Codice penale poiche' effettuata senza stordimento e al di fuori di un macello autorizzato, fuori dal quale un bovino non puo' essere abbattuto?". La LAV rivolge questi interrogativi "al regista Tornatore e alla societa' di produzione Medusa chiedendo al Sottosegretario alla Salute Martini di realizzare il controllo sui set cinematografici e televisivi da lei annunciato alcuni mesi fa. Siamo convinti che cosi' - conclude la nota - anche per produzioni italiane realizzate in Paesi dove vigono norme piu' permissive di quella italiana, le cose cambierebbero".
APPELLO per VOLONTARI DI TORINO
APPELLO per VOLONTARI DI TORINO
Da due anni ci occupiamo della colonia felina dell'ex stazione Torino-Ceres.
Prima del nostro intervento la colonia versava da anni in una situazione penosa; una sessantina di gatti , molti ammalati, soprattutto di rogna , nessun intervento di sterilizzazione, alto tasso di mortalità, soprattutto di cuccioli. L'unica ad occuparsi di sfamarli era una signora molto anziana ed ammalata, senza l'aiuto di nessuno.
In pochi mesi siamo riuscite a far adottare quasi tutti i cuccioli e gli adulti più docili e a catturare e far sterilizzare quasi tutti i mici , una decina al canile minicipale, tutti gli altri da veterinari privati, solo grazie alle donazioni di molti di voi ( per chi volesse informazioni in merito i veterinari hanno l'elenco dettagliato di tutti i gatti sterilizzati, con date , cure e giorni di degenza effettuati e costi sostenuti )
Io . Laura, mi sono occupata delle catture per mesi,con l'aiuto di un paio di volontarie ; purtroppo di una di loro non abbiamo più notizie, l'altra si è trasferita in un'altra città cosicchè , non trovando altri aiuti, per cercare di completare il lavoro di sterilizzazione ho continuato ad andare nella colonia fino al 7° mese di gravidanza...dopodichè ho dovuto per forza fermarmi.
Rimanevano solo 3-4 femmine intere, sarebbe bastato ancora poco sforzo per finire il lavoro e porre fine alla prolificazione di altri randagi , abbiamo mandato diversi appelli per cercare persone che potessero darci una mano con le catture, non si chiedeva un impegno così gravoso e vincolante , solo la disponibilità di qualche ora un giorno alla settimana ; non era richiesta nemmeno chissà quale esperienza in merito, non ci vuole un patentino per usare le gabbie trappola, solo un pò di buona volontà .
Purtroppo solo pochissime persone si sono fatte avanti e tutte si sono dileguate dopo il primo tentativo, probabilmente perchè si sono accorte che passare un paio di ore a fare gli appostamenti, ad aspettare che il gatto si decida ad antrare nella gabbia, non è così divertente;ci vuole pazienza ma soprattutto motivazione, ovvero bisogna essere spinti dalla consapevolezza che quello
E' L'UNICO MODO PER COMBATTERE IL RANDAGISMO!
E' l'unico modo per evitare stragi di gattini che muoiono a causa del freddo, delle rinotracheiti, delle gastroenteriti, dei virus o schiacciati dalle macchine.
Ringraziamo di cuore Antonella , l'unica che sta andando una volta la settimana a tentare le catture ...ma da sola purtroppo può fare ben poco.
Risultato: non trovando altri volontari disponibili e in questi ultimi mesi non potendomi più occupare personalmente delle catture a causa di seri problemi personali le poche gatte intere rimaste hanno partorito e i loro figli a loro volta hanno sfornato altre cucciolate cosìcchè la colonia si è ripopolata in pochissimo tempo, vanificando tutto lo sforzo fatto in precedenza :-/
In questo momento ci sono diverse femmine da sterilizzare ma soprattutto molti cuccioli , molti sono stati trovati morti, altri sono malmessi, deperiti, raffreddati, non ce la faranno.
Facciamo ancora un ennesimo disperato appello , abbiamo bisogno di persone che possano darci la loro disponibilità anche solo un paio di ore alla settimana, non chiediamo un impegno per la vita, sarete voi a dirci come e quando; forniamo noi le gabbie trappola e non dovete fare altro che portare i gatti catturati dai veterinari che vi indicheremo.
C'è bisogno però di persone serie e motivate , che siano spinte dall'empatia per la sofferenza di questi animali ,che si gestiscano autonomamente nel tempo che hanno disponibile senza dover essere continuamente incalzate e spronate , che capiscano che il ruolo del "catturatore" è FONDAMENTALE per ridurre il fenomeno del randagismo.
Non stiamo chiedendo un favore personale ma aiuto per gli animali , per evitare ulteriori moltiplicazioni di randagi e continue morìe di cuccioli .
Chi potesse darci una mano può scrivere al nostro indirizzo lesfigatte@gmail.com indicando la propria disponibilità e fornendo un recapito telefonico, oppure mandare un sms al 3385378900 ( non chiamate per cortesia ) e sarete ricontattati
GRAZIE!
Da due anni ci occupiamo della colonia felina dell'ex stazione Torino-Ceres.
Prima del nostro intervento la colonia versava da anni in una situazione penosa; una sessantina di gatti , molti ammalati, soprattutto di rogna , nessun intervento di sterilizzazione, alto tasso di mortalità, soprattutto di cuccioli. L'unica ad occuparsi di sfamarli era una signora molto anziana ed ammalata, senza l'aiuto di nessuno.
In pochi mesi siamo riuscite a far adottare quasi tutti i cuccioli e gli adulti più docili e a catturare e far sterilizzare quasi tutti i mici , una decina al canile minicipale, tutti gli altri da veterinari privati, solo grazie alle donazioni di molti di voi ( per chi volesse informazioni in merito i veterinari hanno l'elenco dettagliato di tutti i gatti sterilizzati, con date , cure e giorni di degenza effettuati e costi sostenuti )
Io . Laura, mi sono occupata delle catture per mesi,con l'aiuto di un paio di volontarie ; purtroppo di una di loro non abbiamo più notizie, l'altra si è trasferita in un'altra città cosicchè , non trovando altri aiuti, per cercare di completare il lavoro di sterilizzazione ho continuato ad andare nella colonia fino al 7° mese di gravidanza...dopodichè ho dovuto per forza fermarmi.
Rimanevano solo 3-4 femmine intere, sarebbe bastato ancora poco sforzo per finire il lavoro e porre fine alla prolificazione di altri randagi , abbiamo mandato diversi appelli per cercare persone che potessero darci una mano con le catture, non si chiedeva un impegno così gravoso e vincolante , solo la disponibilità di qualche ora un giorno alla settimana ; non era richiesta nemmeno chissà quale esperienza in merito, non ci vuole un patentino per usare le gabbie trappola, solo un pò di buona volontà .
Purtroppo solo pochissime persone si sono fatte avanti e tutte si sono dileguate dopo il primo tentativo, probabilmente perchè si sono accorte che passare un paio di ore a fare gli appostamenti, ad aspettare che il gatto si decida ad antrare nella gabbia, non è così divertente;ci vuole pazienza ma soprattutto motivazione, ovvero bisogna essere spinti dalla consapevolezza che quello
E' L'UNICO MODO PER COMBATTERE IL RANDAGISMO!
E' l'unico modo per evitare stragi di gattini che muoiono a causa del freddo, delle rinotracheiti, delle gastroenteriti, dei virus o schiacciati dalle macchine.
Ringraziamo di cuore Antonella , l'unica che sta andando una volta la settimana a tentare le catture ...ma da sola purtroppo può fare ben poco.
Risultato: non trovando altri volontari disponibili e in questi ultimi mesi non potendomi più occupare personalmente delle catture a causa di seri problemi personali le poche gatte intere rimaste hanno partorito e i loro figli a loro volta hanno sfornato altre cucciolate cosìcchè la colonia si è ripopolata in pochissimo tempo, vanificando tutto lo sforzo fatto in precedenza :-/
In questo momento ci sono diverse femmine da sterilizzare ma soprattutto molti cuccioli , molti sono stati trovati morti, altri sono malmessi, deperiti, raffreddati, non ce la faranno.
Facciamo ancora un ennesimo disperato appello , abbiamo bisogno di persone che possano darci la loro disponibilità anche solo un paio di ore alla settimana, non chiediamo un impegno per la vita, sarete voi a dirci come e quando; forniamo noi le gabbie trappola e non dovete fare altro che portare i gatti catturati dai veterinari che vi indicheremo.
C'è bisogno però di persone serie e motivate , che siano spinte dall'empatia per la sofferenza di questi animali ,che si gestiscano autonomamente nel tempo che hanno disponibile senza dover essere continuamente incalzate e spronate , che capiscano che il ruolo del "catturatore" è FONDAMENTALE per ridurre il fenomeno del randagismo.
Non stiamo chiedendo un favore personale ma aiuto per gli animali , per evitare ulteriori moltiplicazioni di randagi e continue morìe di cuccioli .
Chi potesse darci una mano può scrivere al nostro indirizzo lesfigatte@gmail.com indicando la propria disponibilità e fornendo un recapito telefonico, oppure mandare un sms al 3385378900 ( non chiamate per cortesia ) e sarete ricontattati
GRAZIE!
URGENTE.....SERVE VOL PER ALLATTARE 3 GATTINI A FIRENZE
URGENTE.....SERVE VOL PER ALLATTARE 3 GATTINI A FIRENZE
APPELLO URGENTE SU FIRENZE: CERCHIAMO VOLONTARI PER ALLATTARE TRE GATTINI DI QUINDICI GIORNI LA MAMMA E' MORTA ( INVESTITA DA UN'AUTO) APPENA SVEZZATI PENSEREMO NOI ALL'ADOZIONE.PROCURIAMO NOI IL LATTE E RIMBORSIAMO EVENTUALI SPESE. Contattare Paola ( mia moglie) 3394943167"
APPELLO URGENTE SU FIRENZE: CERCHIAMO VOLONTARI PER ALLATTARE TRE GATTINI DI QUINDICI GIORNI LA MAMMA E' MORTA ( INVESTITA DA UN'AUTO) APPENA SVEZZATI PENSEREMO NOI ALL'ADOZIONE.PROCURIAMO NOI IL LATTE E RIMBORSIAMO EVENTUALI SPESE. Contattare Paola ( mia moglie) 3394943167"
CONTRO I TRAFFICANTI DI CUCCIOLI ! FERMIAMO QUEST' OSCENITA'!
SI RACCOLGONO LE FIRME PER SUPPORTARE L'OPERATO
DELLE VOLONTARIE DELLA LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE, INOPPORTUNAMENTE ESTROMESSE DALLA GESTIONE DEL CANILE ORMAI AFFIDATO AD UNA MUNICIPALIZZATA LOCALE.
VI PREGO DI RECARVI AL PIù PRESTO PRESSO L'ERBORISTERIA "LA MIMOSA" di Franca Costantini in VIA TRAIANA, 30 A CIVITAVECCHIA.
SERVONO SOLO FIRME, NON SI RACCOLGONO SOLDI!
COMPATTI PER IL DIRITTO DEI PICCOLI!
GRAZIE PER QUANTO POTRETE FARE.
Francesca Fra
Cause Creator
DELLE VOLONTARIE DELLA LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE, INOPPORTUNAMENTE ESTROMESSE DALLA GESTIONE DEL CANILE ORMAI AFFIDATO AD UNA MUNICIPALIZZATA LOCALE.
VI PREGO DI RECARVI AL PIù PRESTO PRESSO L'ERBORISTERIA "LA MIMOSA" di Franca Costantini in VIA TRAIANA, 30 A CIVITAVECCHIA.
SERVONO SOLO FIRME, NON SI RACCOLGONO SOLDI!
COMPATTI PER IL DIRITTO DEI PICCOLI!
GRAZIE PER QUANTO POTRETE FARE.
Francesca Fra
Cause Creator
Animali spariti dal canile riappaiono su internet
H un canile insolitamente vuoto quello di Strada Paiola, alla periferia di Pavia. 'Cìè chi si chiede se l'esiguità di animali presenti sia da attribuire alla spiccata sensibilità dei pavesi o all'abilità dei cani autoctoni di non smarrirsi.La verità sembra tuttavia essere un'altra: il canile pavese sarebbe al centro di un traffico europeo di animali, basato su prestanomi e siti internet di compravendita del miglior amico dell'uomo. L'anomalia pavese è stata sollevata dall'Enpa qualche mese fa. Ora, la questione è arrivata sul tavolo del sottosegretario al welfare Francesca Martini, in prima linea nella difesa dei diritti degli animali. L'Enpa, che fa regolarmente visita ai cani ospitati in Strada Paiola, si è accorta che nella struttura erano presenti poche decine di animali, un numero significativamente più basso rispetto alle vicine realtà di Voghera e Vigevano. Ulteriori sospetti sono nati quando i volontari hanno ritrovato su alcuni siti web, in Svizzera e Germania, decine di cani che avevano fotografato nella struttura pavese e per i quali la direzione locale aveva assicurato che erano stati adottati o restituiti ai proprietari. Gli esempi non mancano. Sabrina è una femmina bretone bianca e marrone, di 4 anni, accalappiata il 21 ottobre 2008. Il mese successivo è stata data in affido a una cittadina elvetica. Eppure, nel giugno di questanno, eccola chiedere un padrone dalle pagine del sito http://www.facebook.com/l/9fea2;www.amicicani.com. Per lEnpa è proprio lei, senza dubbio. Il pavimento, la lettiera bianca di plastica e il pozzetto per lo scolo dell'acqua sono gi stessi del ricovero per cani di Pavia. Una storia simile riguarda Teresio, un cane dato in adozione tempo fa e di cui le volontarie Enpa si sono messe invano sulle tracce. Chiediamo di conoscere il suo indirizzo, sapere fisicamente dov'è ma neppure l'Asl ci risponde;, dicono. Era stato accalappiato nel 2005 e ospitato a Pavia. Nel 2007 è comparso sul sito di un'associazione in Germania. E non diverse sono le vicende di Bettina, Gullit e Radon.Secondo i dati forniti dal canile, il 40% dei cani ospitati sarebbe restituito ai legittimi proprietari in tempi brevi, grazie ai microchip di riconoscimento. La restante percentuale sarebbe adottata da privati o associazioni animaliste, dopo i 10giorni di affido all'Asl. Di recente - spiega Vincenza Tardino dell'Enpa - abbiamo promosso la campagna Ti deporto a fare un giro che denuncia le finte adozioni e il trasferimento all'estero di animali italiani, ma siamo stati insultati;. Eppure, sono anni che tir e aerei trasportano gli animali in Germania, Svizzera e Austria;.
A settembre scegli Almo Nature: aiuterai i cani abbandonati.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che da sempre rivolge il suo impegno nella ricerca di strumenti utili a migliorare le condizioni di vita dei nostri amici a 4 zampe, quest'anno ha incontrato la collaborazione di una delle più autorevoli tra le aziende "cruelty-free", 'Non Testato su Animali', la Almo Nature.
Dopo il consueto, tragico exploit di abbandoni dei mesi estivi, sono tanti i cani nei canili e c’è un grande bisogno di cibo.
Partirà quindi da questo mese, settembre, una nuova iniziativa solidale in favore dei cani meno fortunati, a cui Almo Nature ha deciso di donare il 10% del fatturato Italia della linea cane del mese di settembre. Donazione che, ovviamente, sarà elargita sotto forma di gustosissime crocchette Almo Nature!!! L’aiuto più naturale ma nel contempo più prezioso che Almo Nature può offrire per questa fantastica iniziativa.... e per la gioia dei nostri quattro zampe.
Aiutaci anche tu: a settembre, acquista Almo Nature al tuo cane e contribuirai a sfamare migliaia di animali più sfortunati!
Scaricate il file allegato per più info sull' iniziativa e
visitate il sito di Almo Nature:
http://www.facebook.com/l/dd1a1;www.almonature.eu/
Dopo il consueto, tragico exploit di abbandoni dei mesi estivi, sono tanti i cani nei canili e c’è un grande bisogno di cibo.
Partirà quindi da questo mese, settembre, una nuova iniziativa solidale in favore dei cani meno fortunati, a cui Almo Nature ha deciso di donare il 10% del fatturato Italia della linea cane del mese di settembre. Donazione che, ovviamente, sarà elargita sotto forma di gustosissime crocchette Almo Nature!!! L’aiuto più naturale ma nel contempo più prezioso che Almo Nature può offrire per questa fantastica iniziativa.... e per la gioia dei nostri quattro zampe.
Aiutaci anche tu: a settembre, acquista Almo Nature al tuo cane e contribuirai a sfamare migliaia di animali più sfortunati!
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Palermo, Confessione choc resa ad un’animalista: "Ho ucciso i cuccioli appena nati da tutte le cagne"
L’uccisione di cucciolate di animali, anche di quelli d’affezione, spesso di esserini appena nati, non è certo una novità, purtroppo, ed a volte avviene nell’indifferenza più totale e nella completa ignoranza di leggi che oggi tutelano gli stessi animali. Accade ovunque e tale orribile fenomeno non fa certamente eccezione in una Sicilia in cui il randagismo abbonda, favorito dall’insufficienza di un’opera di prevenzione e dall’incuria – tranne rare eccezioni – delle istituzioni locali e degli stessi cittadini, nella più totale assenza di un’opera preventiva di educazione al rispetto per gli animali e ad un corretto rapporto uomo-animale.
Marina – l’involontaria protagonista della nostra storia in qualità e funzione recettiva della ‘confessione’ di un tecnico (come lo stesso le si è qualificato) che lavora presso il “Consorzio degli Allevatori” di piazza Belmonte a Palermo ma il cui nome ci è ignoto – sta passeggiando con i propri cani.
Marina è una fervente animalista e si è distinta già varie volte per azioni volontarie nella difesa e nella cura di animali abbandonati. Il signore in questione, incontratola, prima dà segno di ammirare i suoi cani e ad un tratto, nel fervore della discussione, le confida un orrendo delitto, “probabilmente per sgravarsi la coscienza” – ad avviso della stessa Marina. “In campagna ho delle cagne” – comincia a raccontarle. “Un cane della zona ha rotto la recinzione e le ha ingravidate. Se dovesse tornare gli sparerei” – prosegue il sedicente tecnico. La nostra amica volontaria gli risponde che non è necessario, cercando di calmarlo e che esistono altri mezzi, fino, ad esempio, in casi davvero estremi, il ricorso eventuale alla sterilizzazione attraverso l’Ausl. Marina è una donna che ha ben chiaro il rispetto della vita animale ma anche la coscienza dell’osservanza delle leggi. Poi la confessione agghiacciante: “Ma veda, io ho già ucciso dei cani. Una volta nati quei cuccioli, li ho messi tutti in un sacco e li ho ammazzati, di notte.” Erano appena nati. Le cagne ne avevano partoriti parecchi.
Marina in quell’istante prorompe in un attacco incontrollato che è insieme un misto di profonda pena, d’insormontabile impotenza e d’incontrollabile rabbia. Oltre a palesargli la gravissima violazione di un articolo del codice penale, aggiunge parole durissime contro colui che giudica, non a torto, un criminale assassino e che purtroppo adesso molto probabilmente la farà franca.
Ma al tempo stesso si chiede: “Le cagne che fine faranno se dovessero restare ancora incinte? E gli altri possibili nuovi cagnolini nati faranno la stessa fine? Dovrà restare impunito questo efferato crimine ed altri come questo? L’ambiente degli allevatori saprà reagire a tali misfatti o rimarrà complice di questo ed altri possibili infami delitti?”
Con la nostra redazione, poi, continua a stigmatizzare giustamente certi comportamenti guidati dall’ignavia e dalla totale ignoranza della realtà secolare, in specie ma non esclusivamente perpetrati nella nostra regione:
“Spesso mi sento ripetere dalla gente che incontro” - ci confida - “che gli animali vanno rinchiusi in strutture idonee. Le ’strutture idonee’ nella realtà non ci sono quasi mai ed i canili e i gattili dovrebbero servire come centri di prima emergenza non come ‘ergastoli a vita’. Per i cittadini l’importante è non avere tra i piedi i randagi, poco importa al cospetto del loro egoismo ed esclusivo benessere tutto il resto e la legge regionale sul randagismo è poco efficace e mal recepita. Mi è giunta notizia della terribile situazione di cani nel porto di Porto Empedocle e di vari altri centri ” - prosegue la coraggiosa volontaria - “Non trovando soluzioni si vorrebbe risolvere le situazioni con metodi poco ortodossi. Io penso” – conclude tristemente Marina - “che la vicenda di quel signore di Palermo vada inserita in un contesto di degrado e di inciviltà in cui versano gli animali in Sicilia. E della quasi totale indifferenza dei Siciliani nei confronti del problema, eccetto quei volontari e veterinari – e per fortuna ce ne sono ancora, tra i quali l’amica volontaria Marina, vanto della Sicilia corretta e sensibile (n.d.r.) - che si adoperano per fronteggiare questa orrenda piaga che cresce a dismisura e ci lacera nei cuori e nelle coscienze ogni giorno di più.
Marina – l’involontaria protagonista della nostra storia in qualità e funzione recettiva della ‘confessione’ di un tecnico (come lo stesso le si è qualificato) che lavora presso il “Consorzio degli Allevatori” di piazza Belmonte a Palermo ma il cui nome ci è ignoto – sta passeggiando con i propri cani.
Marina è una fervente animalista e si è distinta già varie volte per azioni volontarie nella difesa e nella cura di animali abbandonati. Il signore in questione, incontratola, prima dà segno di ammirare i suoi cani e ad un tratto, nel fervore della discussione, le confida un orrendo delitto, “probabilmente per sgravarsi la coscienza” – ad avviso della stessa Marina. “In campagna ho delle cagne” – comincia a raccontarle. “Un cane della zona ha rotto la recinzione e le ha ingravidate. Se dovesse tornare gli sparerei” – prosegue il sedicente tecnico. La nostra amica volontaria gli risponde che non è necessario, cercando di calmarlo e che esistono altri mezzi, fino, ad esempio, in casi davvero estremi, il ricorso eventuale alla sterilizzazione attraverso l’Ausl. Marina è una donna che ha ben chiaro il rispetto della vita animale ma anche la coscienza dell’osservanza delle leggi. Poi la confessione agghiacciante: “Ma veda, io ho già ucciso dei cani. Una volta nati quei cuccioli, li ho messi tutti in un sacco e li ho ammazzati, di notte.” Erano appena nati. Le cagne ne avevano partoriti parecchi.
Marina in quell’istante prorompe in un attacco incontrollato che è insieme un misto di profonda pena, d’insormontabile impotenza e d’incontrollabile rabbia. Oltre a palesargli la gravissima violazione di un articolo del codice penale, aggiunge parole durissime contro colui che giudica, non a torto, un criminale assassino e che purtroppo adesso molto probabilmente la farà franca.
Ma al tempo stesso si chiede: “Le cagne che fine faranno se dovessero restare ancora incinte? E gli altri possibili nuovi cagnolini nati faranno la stessa fine? Dovrà restare impunito questo efferato crimine ed altri come questo? L’ambiente degli allevatori saprà reagire a tali misfatti o rimarrà complice di questo ed altri possibili infami delitti?”
Con la nostra redazione, poi, continua a stigmatizzare giustamente certi comportamenti guidati dall’ignavia e dalla totale ignoranza della realtà secolare, in specie ma non esclusivamente perpetrati nella nostra regione:
“Spesso mi sento ripetere dalla gente che incontro” - ci confida - “che gli animali vanno rinchiusi in strutture idonee. Le ’strutture idonee’ nella realtà non ci sono quasi mai ed i canili e i gattili dovrebbero servire come centri di prima emergenza non come ‘ergastoli a vita’. Per i cittadini l’importante è non avere tra i piedi i randagi, poco importa al cospetto del loro egoismo ed esclusivo benessere tutto il resto e la legge regionale sul randagismo è poco efficace e mal recepita. Mi è giunta notizia della terribile situazione di cani nel porto di Porto Empedocle e di vari altri centri ” - prosegue la coraggiosa volontaria - “Non trovando soluzioni si vorrebbe risolvere le situazioni con metodi poco ortodossi. Io penso” – conclude tristemente Marina - “che la vicenda di quel signore di Palermo vada inserita in un contesto di degrado e di inciviltà in cui versano gli animali in Sicilia. E della quasi totale indifferenza dei Siciliani nei confronti del problema, eccetto quei volontari e veterinari – e per fortuna ce ne sono ancora, tra i quali l’amica volontaria Marina, vanto della Sicilia corretta e sensibile (n.d.r.) - che si adoperano per fronteggiare questa orrenda piaga che cresce a dismisura e ci lacera nei cuori e nelle coscienze ogni giorno di più.
Orrore a San Donato Val Comino
Orrore a San Donato Val Comino dove sulla superstrada 509 che porta a Forca D'Acero tre cani randagi sono stati uccisi, scaraventati giù per un dirupo e ritrovati l'altro ieri sera in stato di decomposizione.
A dare l'allarme una signora che era a passeggio lungo la strada ed ha avvertito il tremendo fetore delle carcasse degli animali.
Gli animalisti annunciano azioni imminenti e attaccano: Anche se in decomposizione, i cani erano riconoscibili, uno in particolare. Erano già un po' di giorni che alcuni randagi di San Donato erano spariti e di loro non se ne aveva più traccia, fin da subito il sospetto di chi li aiutava era che qualcuno li avesse uccisi. Questa storia non passerà inosservata e di certo riporterà gli animalisti sul piede di guerra;. In particolare si ha il sospetto che l'episodio sia legato ad un modo spiccio e brutale di combattere il randagismo nella Valle di Comino, eliminando il problema alla radice.
Vittorio Fargnoli, la persona che ha recuperato nel burrone i corpi decomposti delle bestiole annuncia di ricorrere al Prefetto di Frosinone dopo le denuncie all'Asl e ai Carabinieri. Solo il caso ha permesso di ritrovare i corpi gettati sotto la scarpata che costeggia la strada verso Forca D'Acero poco dopo l'uscita del comune;, afferma Vittoria, animalista dell'associazione atinate che collabora con l'ambulatorio veterinario dell'Asl di Sora.
Sono sceso da solo, a causa della puzza l'altra persona che era con me ha preferito restare sulla strada racconta Fargnoli. Gli animali li hanno presi e buttati giù, ma sono rimasti bloccati dalla vegetazione;.
Noi li conoscevamo quei cani li ho sterilizzati io aggiunge il veterinario. Tre meticci buttati di sotto, uno strazio. E' opera di più persone assicura Là sotto i cani ce li hanno gettati, gli animali non ci potevano arrivare in altro modo. Come li hanno uccisi? Questo non lo posso dire. E' certo solo che è stato atroce;.
Due dei randagi uccisi si facevano avvicinare dalle persone il terzo no spiegano gli animalisti. Presumiamo che li abbiano uccisi con il veleno o in altro modo, poi li hanno presi, caricati e fatti sparire perchi se poi non si trovano è meglio. Scriverò al Prefetto;. Sin qui la testimonianza di Fargnoli. Il sospetto è che dietro questo inquietante gesto ci sia il problema delle lamentele legate ai randagi e quello dei costi legati a canili e accalappiamento.
A dare l'allarme una signora che era a passeggio lungo la strada ed ha avvertito il tremendo fetore delle carcasse degli animali.
Gli animalisti annunciano azioni imminenti e attaccano: Anche se in decomposizione, i cani erano riconoscibili, uno in particolare. Erano già un po' di giorni che alcuni randagi di San Donato erano spariti e di loro non se ne aveva più traccia, fin da subito il sospetto di chi li aiutava era che qualcuno li avesse uccisi. Questa storia non passerà inosservata e di certo riporterà gli animalisti sul piede di guerra;. In particolare si ha il sospetto che l'episodio sia legato ad un modo spiccio e brutale di combattere il randagismo nella Valle di Comino, eliminando il problema alla radice.
Vittorio Fargnoli, la persona che ha recuperato nel burrone i corpi decomposti delle bestiole annuncia di ricorrere al Prefetto di Frosinone dopo le denuncie all'Asl e ai Carabinieri. Solo il caso ha permesso di ritrovare i corpi gettati sotto la scarpata che costeggia la strada verso Forca D'Acero poco dopo l'uscita del comune;, afferma Vittoria, animalista dell'associazione atinate che collabora con l'ambulatorio veterinario dell'Asl di Sora.
Sono sceso da solo, a causa della puzza l'altra persona che era con me ha preferito restare sulla strada racconta Fargnoli. Gli animali li hanno presi e buttati giù, ma sono rimasti bloccati dalla vegetazione;.
Noi li conoscevamo quei cani li ho sterilizzati io aggiunge il veterinario. Tre meticci buttati di sotto, uno strazio. E' opera di più persone assicura Là sotto i cani ce li hanno gettati, gli animali non ci potevano arrivare in altro modo. Come li hanno uccisi? Questo non lo posso dire. E' certo solo che è stato atroce;.
Due dei randagi uccisi si facevano avvicinare dalle persone il terzo no spiegano gli animalisti. Presumiamo che li abbiano uccisi con il veleno o in altro modo, poi li hanno presi, caricati e fatti sparire perchi se poi non si trovano è meglio. Scriverò al Prefetto;. Sin qui la testimonianza di Fargnoli. Il sospetto è che dietro questo inquietante gesto ci sia il problema delle lamentele legate ai randagi e quello dei costi legati a canili e accalappiamento.
l Palio di Pula finisce nel sangue.
Giotto , uno splendido purosangue montato da Riccardo Tuffu di Oliena, sbanda improvvisamente, vira all'interno della pista e per il suo fantino diventa improvvisamente ingovernabile. È la fine. Il povero animale finisce sulla staccionata, un legno affilato gli si confica sul petto uccidendolo. È l'epilogo, tragico, di una grande festa cominciata quattro ore prima sulla pista di Perdu Collu, tra le montagne di Piscinamanna e il mare di Santa Margherita. Un manifestazione ippica voluta con forza anni fa dall'associazione dei Cavalieri di Pula. Giotto era una vera stella, un destriero di razza e apparteneva a Samuele Porcedda, allevatore di Villamar. E Tuffu un grande fantino, abituato a gareggiare su percorsi importanti come il Palio di Siena. È rimasto fortunatamente illeso dopo l'uscita di pista.
L'incidente si è verificato poco prima delle 20, quando il Palio di Pula, dopo le batterie di qualificazione, era giunto ormai all'epilogo. All'ultimo giro della finale, Giotto era nel gruppo di testa e andava velocissimo. Il cavallo percorreva la parte interna della pista, quando all'improvviso ha stretto troppo la curva ed è piombato sulla staccionata che delimita il percorso di gara. L'impatto è stato tremendo, l'animale è rimasto infilzato su un palo che gli ha spaccato il cuore: un nitrito e poi la morte tra le urla degli spettatori visibilmente spaventati per la tragedia che si era appena consumata sotto i loro occhi. Riccardo Tuffu non ha riportato conseguenze: per lui qualche attimo di paura ma nessuna ferita.
Nella pista di Perdu Collu, considerata da tutti uno dei migliori circuiti regionali, la finale del palio non è stata accolta con i consueti festeggiamenti, la tristezza per la morte del cavallo ha spento il clima di festa. La finale se l'è aggiudicata il fantino Francesco Caria che ha preceduto Giuseppe Piccinnu: il montepremi di 6500 euro è stato diviso tra tutti i finalisti della competizione. Dispiaciuti gli organizzatori del Palo di Pula, che nelle ultime settimane avevano lavorato non poco per la riuscita della manifestazione.
«Nelle batterie di qualificazione era andato tutto per il verso giusto - racconta Pasquale Abis dell'associazione Cavalieri di Pula - purtroppo nell'ultimo giro della finale si è verificato questo brutto incidente: dispiace per la morte del cavallo. Il Palio di Pula tornerà regolarmente il prossimo anno con un montepremi di diecimila euro». Anche in Comune la soddisfazione per la riuscita del Palio di Pula che ha portato in paese oltre mille appassionati dell'equitazione, va a cozzare con il dispiacere per la morte del cavallo. «Abbiamo patrocinato questa manifestazione con molto entusiasmo per l'impegno e la passione degli organizzatori - spiega l'assessore allo Sport, Emanuele Farnetti - in futuro bisognerà lavorare perché tali incidenti non si verifichino più».
Aggiungo: era meglio se moriva il fantino e restava vivo il cavallo, cosi forse il palio non lo facevano piu, ma tanto la vita di un cavallo che importanza ha?
L'incidente si è verificato poco prima delle 20, quando il Palio di Pula, dopo le batterie di qualificazione, era giunto ormai all'epilogo. All'ultimo giro della finale, Giotto era nel gruppo di testa e andava velocissimo. Il cavallo percorreva la parte interna della pista, quando all'improvviso ha stretto troppo la curva ed è piombato sulla staccionata che delimita il percorso di gara. L'impatto è stato tremendo, l'animale è rimasto infilzato su un palo che gli ha spaccato il cuore: un nitrito e poi la morte tra le urla degli spettatori visibilmente spaventati per la tragedia che si era appena consumata sotto i loro occhi. Riccardo Tuffu non ha riportato conseguenze: per lui qualche attimo di paura ma nessuna ferita.
Nella pista di Perdu Collu, considerata da tutti uno dei migliori circuiti regionali, la finale del palio non è stata accolta con i consueti festeggiamenti, la tristezza per la morte del cavallo ha spento il clima di festa. La finale se l'è aggiudicata il fantino Francesco Caria che ha preceduto Giuseppe Piccinnu: il montepremi di 6500 euro è stato diviso tra tutti i finalisti della competizione. Dispiaciuti gli organizzatori del Palo di Pula, che nelle ultime settimane avevano lavorato non poco per la riuscita della manifestazione.
«Nelle batterie di qualificazione era andato tutto per il verso giusto - racconta Pasquale Abis dell'associazione Cavalieri di Pula - purtroppo nell'ultimo giro della finale si è verificato questo brutto incidente: dispiace per la morte del cavallo. Il Palio di Pula tornerà regolarmente il prossimo anno con un montepremi di diecimila euro». Anche in Comune la soddisfazione per la riuscita del Palio di Pula che ha portato in paese oltre mille appassionati dell'equitazione, va a cozzare con il dispiacere per la morte del cavallo. «Abbiamo patrocinato questa manifestazione con molto entusiasmo per l'impegno e la passione degli organizzatori - spiega l'assessore allo Sport, Emanuele Farnetti - in futuro bisognerà lavorare perché tali incidenti non si verifichino più».
Aggiungo: era meglio se moriva il fantino e restava vivo il cavallo, cosi forse il palio non lo facevano piu, ma tanto la vita di un cavallo che importanza ha?
ORDINANZE E LEGGI PER I CANI
ANIMALI. In GU l'ordinanza anti canili-lager
Pubblicata sulla Gazzetta di ieri, contiene norme improntate alla tutela dei randagi e a un criterio di umanità. Porte aperte alle associazioni animaliste e alla cittadinanza.
Un’ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7-9-2009 raccomanda umanità e attenzione nella gestione dei randagi presso i canili comunali. L’art.1 recita che l’affidamento in gestione e mantenimento degli animali da affezione smarriti o randagi “deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali”, evitando “lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza”. Sempre lo stesso articolo ricorda le caratteristiche necessarie per l’abilitazione delle strutture: devono avere “requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativ i del territorio di provenienza dei cani”; devono avere “l'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario”; non devono superare una capienza prestabilita (200 unità di animali). Assolutamente favorito l’accesso delle associazioni animaliste: “la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l'accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita' la protezione degli animali, al fine di favorire l'adozione dei cani”, così come altra azione o campagna che possa stimolare l’adozione di animali: apertura al pubblico almeno tre giorni alla settimana, affissione di manifesti e annunci.
L’ordinanza fissa infine i criteri di fondo che devono essere previsti dai Comuni nei ban di di gara per l’assegnazione delle strutture. A sovrintendere all’applicazione delle nuove disposizioni saranno i Prefetti.
Per leggere il testo integrale dell’ordinanza:
http://www.facebook.com/l/;www.gazzettaufficiale.it/
Pubblicata sulla Gazzetta di ieri, contiene norme improntate alla tutela dei randagi e a un criterio di umanità. Porte aperte alle associazioni animaliste e alla cittadinanza.
Un’ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7-9-2009 raccomanda umanità e attenzione nella gestione dei randagi presso i canili comunali. L’art.1 recita che l’affidamento in gestione e mantenimento degli animali da affezione smarriti o randagi “deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali”, evitando “lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza”. Sempre lo stesso articolo ricorda le caratteristiche necessarie per l’abilitazione delle strutture: devono avere “requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativ i del territorio di provenienza dei cani”; devono avere “l'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario”; non devono superare una capienza prestabilita (200 unità di animali). Assolutamente favorito l’accesso delle associazioni animaliste: “la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l'accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita' la protezione degli animali, al fine di favorire l'adozione dei cani”, così come altra azione o campagna che possa stimolare l’adozione di animali: apertura al pubblico almeno tre giorni alla settimana, affissione di manifesti e annunci.
L’ordinanza fissa infine i criteri di fondo che devono essere previsti dai Comuni nei ban di di gara per l’assegnazione delle strutture. A sovrintendere all’applicazione delle nuove disposizioni saranno i Prefetti.
Per leggere il testo integrale dell’ordinanza:
http://www.facebook.com/l/;www.gazzettaufficiale.it/
Sangue al Palio dei Berberi: cavalla finisce la corsa sventrata
Un altro animale ferito gravemente a una gamba
PALERMO
Due degli oltre 20 cavalli in gara al «Palio dei Berberi» di Calascibetta (Enna) hanno sfondato il e dopo aver travolto una rudimentale staccionata di pali di legno e nastri di plastica, hanno disarcionato i fantini e sono finiti contro alcune auto in sosta. Una cavalla, sventrata forse da uno dei paletti, ha subito una vasta ferita al torace mentre l’altro animale si è ferito a una zampa anteriore.
La scena è stata documentata in video da due animalisti della Lav Sicilia, Carlo Aprile ed Ennio Bonfanti. La cavalla sventrata è stata trascinata su un veicolo furgonato che si è dileguato tra il clamore di fantini e allevatori. I due animalisti sono stati minacciati e strattonati. «Quello del Palio dei Berberi si è rivelato, quindi, uno spettacolo vergognoso e sanguinario, un’altra tragedia annunciata: sin dal 2005, infatti, la Lav aveva denunciato che il palio di Calascibetta era pericolosissimo e si sarebbe trasformato in una mattanza per gli animali» dice Carlo Aprile, responsabile regionale LAV del settore «Palii e feste sadiche».
La Lav aveva chiesto al Prefetto di Enna di vietare il Palio, autorizzato da Comune e Servizi Veterinari nonostante irregolarità quali l’assenza di un’ambulanza veterinaria, la delimitazione insicura del tracciato di gara e la mancanza di paratie per attutire eventuali impatti o cadute. La Lav sollecita la magistratura ad avviare un’indagine per maltrattamento o uccisione di animali, spettacoli o manifestazioni vietati, competizioni non autorizzate e scommesse clandestine.
Nota: l'immagine è stata elaborata e sfocata per tutelare la sensibilità dei lettori.
http://www.facebook.com/l/;www.lastampa.it/multimedia/multimedia.aspIDmsezione=59&IDalbum=20410&tipo=VIDEO#mpos
Pubblichiamo qui le immagini e il video davvero choc di quanto accaduto al Palio dei Berberi senza filtri con la speranza che possano sensibilizzare chi ancora non è convinto sulla crudeltà e pericolosità di certe manifestazioni.
PALERMO
Due degli oltre 20 cavalli in gara al «Palio dei Berberi» di Calascibetta (Enna) hanno sfondato il e dopo aver travolto una rudimentale staccionata di pali di legno e nastri di plastica, hanno disarcionato i fantini e sono finiti contro alcune auto in sosta. Una cavalla, sventrata forse da uno dei paletti, ha subito una vasta ferita al torace mentre l’altro animale si è ferito a una zampa anteriore.
La scena è stata documentata in video da due animalisti della Lav Sicilia, Carlo Aprile ed Ennio Bonfanti. La cavalla sventrata è stata trascinata su un veicolo furgonato che si è dileguato tra il clamore di fantini e allevatori. I due animalisti sono stati minacciati e strattonati. «Quello del Palio dei Berberi si è rivelato, quindi, uno spettacolo vergognoso e sanguinario, un’altra tragedia annunciata: sin dal 2005, infatti, la Lav aveva denunciato che il palio di Calascibetta era pericolosissimo e si sarebbe trasformato in una mattanza per gli animali» dice Carlo Aprile, responsabile regionale LAV del settore «Palii e feste sadiche».
La Lav aveva chiesto al Prefetto di Enna di vietare il Palio, autorizzato da Comune e Servizi Veterinari nonostante irregolarità quali l’assenza di un’ambulanza veterinaria, la delimitazione insicura del tracciato di gara e la mancanza di paratie per attutire eventuali impatti o cadute. La Lav sollecita la magistratura ad avviare un’indagine per maltrattamento o uccisione di animali, spettacoli o manifestazioni vietati, competizioni non autorizzate e scommesse clandestine.
Nota: l'immagine è stata elaborata e sfocata per tutelare la sensibilità dei lettori.
http://www.facebook.com/l/;www.lastampa.it/multimedia/multimedia.aspIDmsezione=59&IDalbum=20410&tipo=VIDEO#mpos
Pubblichiamo qui le immagini e il video davvero choc di quanto accaduto al Palio dei Berberi senza filtri con la speranza che possano sensibilizzare chi ancora non è convinto sulla crudeltà e pericolosità di certe manifestazioni.
RAGAZZI LEGGETE E SE POTETE AIUTATECI!!!!!!
AGGIORNAMENTO AL 7 SETTEMBRE 2009
RAGAZZI VI TENGO AGGIORNATI COSI' VI RENDO PARTECIPI DELLA MIA AVVENTURA CON QUESTI DUE CANI
LO DICO UNA VOLTA PER TUTTE I CANI SONO STATI ADOTTATI DA UNA MIA CARA AMICA QUINDI LI VEDO E LI CONTROLLO TUTTI I GIORNI...MA NON MI PREOCCUPEREI PIU' DI TANTO SONO PERSONE SUPER AFFIDABILI CHE HANNO GIA' ALTRI ANIMALETTI PER LA CASA E DISPONGONO DI UN BEL GIARDINO.
ADESSO PASSIAMO ALLE CATTIVE NOTIZIE:
PURTROPPO I CANI (ENTRAMBI) HANNO CONTRATTO LA LEISHMANIA ED HANNO INIZIATO LA CURA CON SIRINGHE E PASTIGLIE...IL MASCHIO E' SOTTOPESO DI 25 kg!!!!!! SPERIAMO REGGA LA CURA....MA NON E' FINITA QUI... PURTROPPO HANNO CONTRATTO ANCHE LA GIARDIA E QUINDI STANNO FACENDO LA CURA ANCHE PER QUELLA. LA FEMMINA HA INOLTRE UN TUMORINO VICINO IL SEDERINO MA PER IL MOMENTO NON SI PUO' FAR NULLA (TROPPI FARMACI) BISOGNA ASPETTARE CHE FINISCA LA CURA PER LA LEISHMANIA E POI VEDREMO.
ADESSO MI SERVE UNA MANO!!!!!!
STO CERCANDO DI ORGANIZZARE UNA RACCOLTA CIBO FARMACI ANTIPARASSITARI COLLARI SCALIBOR CIOTOLE COPERTE....INSOMMA TUTTO QUELLO CHE SI PUO' SI DEVE DARE. TUTTE QUESTE COSE SERVONO AD UNA TRENTINA DI CANI E GATTI CHE VIVONO IN QUESTO PAESE E CHE SONO ASSISTITI SOLO DA DUE PERSONE.
PURTROPPO QUESTE DUE PERSONE VIVONO SOLO CON LA PENSIONE E QUINDI BISOGNA AIUTARLI IN QUALCHE MODO.
NON CHIEDIAMO SOLDI MA CHIEDIAMO CIBO E FARMACI, SE POI VI AVANZANO DELLE CIOTOLE, COPERTE, CUCCE, GIOCATTOLI CHE NON UTILIZZATE PIU' SONO SUPER ACCETTATE
CHIUNQUE VOGLIA PARTECIPARE CON QUALUNQUE COSA MI CONTATTI IN PRIVATO COSI' SCRIVO L'INDIRIZZO DELLA PERSONA DA INVIARE IL CIBO
PER INFO cassandra_74@excite.it
GRAZIE RAGAZZI SPERO CHE PARTECIPIATE IN MOLTI QUESTI POVERI ANIMALETTI HANNO BISOGNO DI VOI DI NOI DI TUTTI!!!!!!!!!!
RAGAZZI VI TENGO AGGIORNATI COSI' VI RENDO PARTECIPI DELLA MIA AVVENTURA CON QUESTI DUE CANI
LO DICO UNA VOLTA PER TUTTE I CANI SONO STATI ADOTTATI DA UNA MIA CARA AMICA QUINDI LI VEDO E LI CONTROLLO TUTTI I GIORNI...MA NON MI PREOCCUPEREI PIU' DI TANTO SONO PERSONE SUPER AFFIDABILI CHE HANNO GIA' ALTRI ANIMALETTI PER LA CASA E DISPONGONO DI UN BEL GIARDINO.
ADESSO PASSIAMO ALLE CATTIVE NOTIZIE:
PURTROPPO I CANI (ENTRAMBI) HANNO CONTRATTO LA LEISHMANIA ED HANNO INIZIATO LA CURA CON SIRINGHE E PASTIGLIE...IL MASCHIO E' SOTTOPESO DI 25 kg!!!!!! SPERIAMO REGGA LA CURA....MA NON E' FINITA QUI... PURTROPPO HANNO CONTRATTO ANCHE LA GIARDIA E QUINDI STANNO FACENDO LA CURA ANCHE PER QUELLA. LA FEMMINA HA INOLTRE UN TUMORINO VICINO IL SEDERINO MA PER IL MOMENTO NON SI PUO' FAR NULLA (TROPPI FARMACI) BISOGNA ASPETTARE CHE FINISCA LA CURA PER LA LEISHMANIA E POI VEDREMO.
ADESSO MI SERVE UNA MANO!!!!!!
STO CERCANDO DI ORGANIZZARE UNA RACCOLTA CIBO FARMACI ANTIPARASSITARI COLLARI SCALIBOR CIOTOLE COPERTE....INSOMMA TUTTO QUELLO CHE SI PUO' SI DEVE DARE. TUTTE QUESTE COSE SERVONO AD UNA TRENTINA DI CANI E GATTI CHE VIVONO IN QUESTO PAESE E CHE SONO ASSISTITI SOLO DA DUE PERSONE.
PURTROPPO QUESTE DUE PERSONE VIVONO SOLO CON LA PENSIONE E QUINDI BISOGNA AIUTARLI IN QUALCHE MODO.
NON CHIEDIAMO SOLDI MA CHIEDIAMO CIBO E FARMACI, SE POI VI AVANZANO DELLE CIOTOLE, COPERTE, CUCCE, GIOCATTOLI CHE NON UTILIZZATE PIU' SONO SUPER ACCETTATE
CHIUNQUE VOGLIA PARTECIPARE CON QUALUNQUE COSA MI CONTATTI IN PRIVATO COSI' SCRIVO L'INDIRIZZO DELLA PERSONA DA INVIARE IL CIBO
PER INFO cassandra_74@excite.it
GRAZIE RAGAZZI SPERO CHE PARTECIPIATE IN MOLTI QUESTI POVERI ANIMALETTI HANNO BISOGNO DI VOI DI NOI DI TUTTI!!!!!!!!!!
Emergenza IMOLA ZONA INDUSTRIALE USCITA AUTOSTR VERSO BOLOGNA
"Girate quest'appello:
ragazzi durante una staffetta, un cane che veniva dal sud e' scappato durante il cambio della macchina ad IMOLA ZONA INDUSTRIALE USCITA DELL' AUTOSTRADA VERSO BOLOGNA se qualcuno inzona dovesse avvistarlo IL CANE E' UN METICCIO TiP LABRADOR COLOR CREMA per qualsiasi informazione riguardante il cane o la zona contattate Sergio 348 41 25 002" grazie
ragazzi durante una staffetta, un cane che veniva dal sud e' scappato durante il cambio della macchina ad IMOLA ZONA INDUSTRIALE USCITA DELL' AUTOSTRADA VERSO BOLOGNA se qualcuno inzona dovesse avvistarlo IL CANE E' UN METICCIO TiP LABRADOR COLOR CREMA per qualsiasi informazione riguardante il cane o la zona contattate Sergio 348 41 25 002" grazie
URGENTE - ROMA, SAN GIOVANNI
Mi ha contattata un'infermiera che lavora all'ospedale San Giovanni a Roma segnalando che giorni fa avevano abbandonato in uno scatolone 7 gattini piccolissimi in fase di svezzamento...Una sua collega li ha tenuti qualche giorno nella propria cantina ma poi li ha riportati sul posto, dove tra ambulanze in transito e lavori in corso di ruspe e buche 2 sono già spariti nell'arco di due giorni...
Si cerca urgentissimamente uno stallo sicuro per i piccoli in vista di futura adozione
sarebbe almeno utile che qualcuno potesse recarsi sul posto a controllare la situazione ed eventualmente fare delle foto poichè la persona che mi ha chiamata non è riuscita a farne di decenti nemmeno da mettere sui siti...
Chiunque possa offrirsi per aiuto chiami Alessandra: 347-8822402
P.S. CONTATTATE SOLO ALESSANDRA
Si cerca urgentissimamente uno stallo sicuro per i piccoli in vista di futura adozione
sarebbe almeno utile che qualcuno potesse recarsi sul posto a controllare la situazione ed eventualmente fare delle foto poichè la persona che mi ha chiamata non è riuscita a farne di decenti nemmeno da mettere sui siti...
Chiunque possa offrirsi per aiuto chiami Alessandra: 347-8822402
P.S. CONTATTATE SOLO ALESSANDRA
DENUNCE VARIE PER UCCISIONI E MALTRATTAENTO
Cani ammazzati a Castello, denunciati proprietario e sparatore
Provincia di Piacenza - Due cani ammazzati e due denunce: è il bilancio della vicenda sulla quale hanno indagato i carabinieri di Castelsangiovanni. I fatti risalgono a ieri pomeriggio quando un agricoltore 66enne piacentino ha sparato e ucciso due cani apparentemente randagi che si stavano avvicinando alla sua proprietà, in località Monticella tra Castello e Ziano. I colpi (tre) sono stati esplosi da un fucile da caccia Beretta calibro 12 automatico detenuto regolarmente dall'agricoltore, che ha spiegato di come i cani si stessero avvicinando alla sua aia dove stavano giocando dei bambini. Per lui è scattata la denuncia per porto abusivo di arma (al di fuori della proprietà) e per uccisione di animali. Una denuncia è stata spiccata anche ai danni del proprietario dei cani, che sarebbero fuggiti dalla casa a 5 chilometri di distanza. Per lui, un 45enne piacentino, l'addebito di omessa custodia di animali.
Un uomo di mezza età armato di fucile ad aria compressa spara in aria dall’esterno della propria casa per zittire il cane..Vittorino Bernardi
Velo d’Astico (VI) - Un uomo di mezza età armato di fucile ad aria compressa spara in aria dall’esterno della propria casa per zittire il cane che abbaia e alle rimostranze dei vicini per l’atto compiuto punta l’arma verso di loro, minacciandoli di fare fuoco. Il caldo ha probabilmente portato qualche scompenso l’altro pomeriggio nella testa di M.B., cinquantaduenne che vive in paese conducendo vita sola, o meglio in compagnia di un paio di cani.Da venerdì sera l’uomo ha a suo carico una pesante denuncia per minaccia aggravata dall'uso delle armi e spari in luogo pubblico. Sono circa le 17 quando M.B., infastidito dall’abbaiare nel cortile di casa di uno dei propri cani, perde lucidità, afferra il fucile ad aria compressa regolarmente detenuto, esce e spara alcuni colpi in aria per zittire l’animale, riuscendoci. L’azione però spaventa due vicini che invitano con educazione M.B. a deporre l’arma. Alla richiesta l’uomo reagisce molto male, puntando l’arma contro di loro, minacciandoli di morte, per entrare poi in casa e sparire dalla loro vista.Terrorizzata dal nervosismo dell’uomo, la coppia di vicini allerta il 112. L’intervento dei carabinieri di Arsiero è rapido. Coadiuvati dalla radiomobile della compagnia di Schio, i militari senza sviluppare allarmismo cinturano la zona per porla in sicurezza ed evitare possibili spari dall’interno della casa sulla strada, verso i vicini o i casuali passanti, da parte del cinquantaduenne, forse a rischio raptus. Nel contempo viene avvertito un parente di M.B., che giunto sul posto con il comandante della compagnia di Schio Massimo Ferrari tenta di entrare in casa, riuscendoci, approfittando del garage aperto. Trovato il fucile depositato sul luogo indicato nella denuncia di custodia, muovendosi con circospezione all’interno della casa i carabinieri individuano M.B. in camera, addormentato sul letto.Svegliato con tatto e discrezione, l’uomo non ha opposto resistenza, seguendo i carabinieri in caserma per la formalizzazione della denuncia che ha comportato anche il sequestro del fucile.Dall’allarme lanciato al 112 l’operazione si è conclusa in circa 45 minuti, nel migliore dei modi da parte dei carabinieri di Arsiero e Schio.
Assolto l'allevatore accusato di maltrattamento. Ma i cani che fine hanno fatto?
Torna ad esercitare la propria lecita attività di allevatore Bernardo Tarchiani, grazie alla notifica della Guardia di Finanza di venerdì scorso in base alla sentenza del giudice Andrea Claudiani che ha ordinato il dissequestro dell'allevamento di segugi italiani del Tarchiani, nota in tutta Italia per gli ottimi requisiti di razza dei suoi esemplari.
L'allevatore, che ha ottenuto diversi riconoscimenti per la bellezza e la bravura dei suoi cani, ha subito un vero calvario dal 2007 quando su di lui cadde l'accusa di maltrattamento di animali e fu travolto dall'eccessiva enfasi mediatica, come spesso succede in questi casi. Pur riconoscendo che l'ambiente in cui i cani vivevano non era affatto impeccabile, l'allevatore ha respinto con forza la tesi dei maltrattamenti “in effetti – dichiara Tarchiani alla redazione del sito Saturno Notizia - le cucce, pur risultando funzionali allo scopo, non erano belle; che alcuni aspetti non erano proprio regolamentari e che anche l'ordine si potesse migliorare, ma i cani erano ugualmente accuditi con premura e affetto”.
Degli 82 cani al momento del sequestro, ne sono rientrati solo 39. La domanda ora è che fine hanno fatto gli altri 43 segugi? "Alcuni sono morti, altri dico che sono dispersi - risponde Tarchiani - non dimenticando che vi erano anche sei femmine gravide. Bene, quei cuccioli che aspettavano al momento del sequestro sono nati fuori Sansepolcro e non sono mai tornati nella loro "casa", per cui non saprei dire nemmeno quanti erano in totale, forse sui 150. Mi limito a ricordare che in un primo tempo i miei cani erano stati trasferiti a Modena; poi, in base alle morti accertate, abbiamo chiesto che venissero portati al canile rifugio di Todi. Con un altro risultato: in 50 giorni, deceduti altri 19 cani. Credo che ogni commento sia superfluo". Sulla distinzione fra manutenzione dell'ambiente in cui vivevano e cura degli animali verterà l'arringa del 23 ottobre a Sansepolcro, giorno in cui potrebbe essere emessa la sentenza.
Provincia di Piacenza - Due cani ammazzati e due denunce: è il bilancio della vicenda sulla quale hanno indagato i carabinieri di Castelsangiovanni. I fatti risalgono a ieri pomeriggio quando un agricoltore 66enne piacentino ha sparato e ucciso due cani apparentemente randagi che si stavano avvicinando alla sua proprietà, in località Monticella tra Castello e Ziano. I colpi (tre) sono stati esplosi da un fucile da caccia Beretta calibro 12 automatico detenuto regolarmente dall'agricoltore, che ha spiegato di come i cani si stessero avvicinando alla sua aia dove stavano giocando dei bambini. Per lui è scattata la denuncia per porto abusivo di arma (al di fuori della proprietà) e per uccisione di animali. Una denuncia è stata spiccata anche ai danni del proprietario dei cani, che sarebbero fuggiti dalla casa a 5 chilometri di distanza. Per lui, un 45enne piacentino, l'addebito di omessa custodia di animali.
Un uomo di mezza età armato di fucile ad aria compressa spara in aria dall’esterno della propria casa per zittire il cane..Vittorino Bernardi
Velo d’Astico (VI) - Un uomo di mezza età armato di fucile ad aria compressa spara in aria dall’esterno della propria casa per zittire il cane che abbaia e alle rimostranze dei vicini per l’atto compiuto punta l’arma verso di loro, minacciandoli di fare fuoco. Il caldo ha probabilmente portato qualche scompenso l’altro pomeriggio nella testa di M.B., cinquantaduenne che vive in paese conducendo vita sola, o meglio in compagnia di un paio di cani.Da venerdì sera l’uomo ha a suo carico una pesante denuncia per minaccia aggravata dall'uso delle armi e spari in luogo pubblico. Sono circa le 17 quando M.B., infastidito dall’abbaiare nel cortile di casa di uno dei propri cani, perde lucidità, afferra il fucile ad aria compressa regolarmente detenuto, esce e spara alcuni colpi in aria per zittire l’animale, riuscendoci. L’azione però spaventa due vicini che invitano con educazione M.B. a deporre l’arma. Alla richiesta l’uomo reagisce molto male, puntando l’arma contro di loro, minacciandoli di morte, per entrare poi in casa e sparire dalla loro vista.Terrorizzata dal nervosismo dell’uomo, la coppia di vicini allerta il 112. L’intervento dei carabinieri di Arsiero è rapido. Coadiuvati dalla radiomobile della compagnia di Schio, i militari senza sviluppare allarmismo cinturano la zona per porla in sicurezza ed evitare possibili spari dall’interno della casa sulla strada, verso i vicini o i casuali passanti, da parte del cinquantaduenne, forse a rischio raptus. Nel contempo viene avvertito un parente di M.B., che giunto sul posto con il comandante della compagnia di Schio Massimo Ferrari tenta di entrare in casa, riuscendoci, approfittando del garage aperto. Trovato il fucile depositato sul luogo indicato nella denuncia di custodia, muovendosi con circospezione all’interno della casa i carabinieri individuano M.B. in camera, addormentato sul letto.Svegliato con tatto e discrezione, l’uomo non ha opposto resistenza, seguendo i carabinieri in caserma per la formalizzazione della denuncia che ha comportato anche il sequestro del fucile.Dall’allarme lanciato al 112 l’operazione si è conclusa in circa 45 minuti, nel migliore dei modi da parte dei carabinieri di Arsiero e Schio.
Assolto l'allevatore accusato di maltrattamento. Ma i cani che fine hanno fatto?
Torna ad esercitare la propria lecita attività di allevatore Bernardo Tarchiani, grazie alla notifica della Guardia di Finanza di venerdì scorso in base alla sentenza del giudice Andrea Claudiani che ha ordinato il dissequestro dell'allevamento di segugi italiani del Tarchiani, nota in tutta Italia per gli ottimi requisiti di razza dei suoi esemplari.
L'allevatore, che ha ottenuto diversi riconoscimenti per la bellezza e la bravura dei suoi cani, ha subito un vero calvario dal 2007 quando su di lui cadde l'accusa di maltrattamento di animali e fu travolto dall'eccessiva enfasi mediatica, come spesso succede in questi casi. Pur riconoscendo che l'ambiente in cui i cani vivevano non era affatto impeccabile, l'allevatore ha respinto con forza la tesi dei maltrattamenti “in effetti – dichiara Tarchiani alla redazione del sito Saturno Notizia - le cucce, pur risultando funzionali allo scopo, non erano belle; che alcuni aspetti non erano proprio regolamentari e che anche l'ordine si potesse migliorare, ma i cani erano ugualmente accuditi con premura e affetto”.
Degli 82 cani al momento del sequestro, ne sono rientrati solo 39. La domanda ora è che fine hanno fatto gli altri 43 segugi? "Alcuni sono morti, altri dico che sono dispersi - risponde Tarchiani - non dimenticando che vi erano anche sei femmine gravide. Bene, quei cuccioli che aspettavano al momento del sequestro sono nati fuori Sansepolcro e non sono mai tornati nella loro "casa", per cui non saprei dire nemmeno quanti erano in totale, forse sui 150. Mi limito a ricordare che in un primo tempo i miei cani erano stati trasferiti a Modena; poi, in base alle morti accertate, abbiamo chiesto che venissero portati al canile rifugio di Todi. Con un altro risultato: in 50 giorni, deceduti altri 19 cani. Credo che ogni commento sia superfluo". Sulla distinzione fra manutenzione dell'ambiente in cui vivevano e cura degli animali verterà l'arringa del 23 ottobre a Sansepolcro, giorno in cui potrebbe essere emessa la sentenza.
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