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Bocconi avvelenati, strage di gatti a Godego

GODEGO (TV). Moria di gatti. E’ stata registrata nell’azienda agricola gestita da Pietro Guidolin a Godego, in via Ca’ Leoncino. La moglie del titolare, Angela Ferraro Guidolin, che cura un piccolo allevamento di 17 gatti, racconta che l’altra mattina ha visto pochi felini scendere per mangiare il mangime che amorevolmente depone su una capace mangiatoia. La donna si è guardata intorno ed ha visto alcuni animali morti con sangue sulla testa ed altre bestie rantolanti. Ha telefonato subito al veterinario e questo ha risposto che se hanno sangue nella testa vuol dire che sono stati avvelenati. Angela ama molto i suoi gatti e non si rende conto chi possa aver sparso il veleno nei presi suo allevamento. «Loro non fanno male a nessuno - spiega la donna addolorata -. Ci sono persone che mi portano i loro gattini che nascono in casa perché loro non possono tenerli e sanno che li tratto bene». Vicino all’azienda Guidolin ci sono molte case, forse i gatti possono dare fastidio e il regolamento di polizia rurale approvato dall’amministrazione comunale recita che per la detenzione di animali d’affezione occorre che le bestioline siano custodite in recinti idonei e alimentate adeguatamente. Ciò per evitare che l’animale possa creare disturbo a persone terze. La risposta di Angela: «I miei gatti non si allontanavano mai dal loro ambiente, ma se qualcuno lo avesse fatto poteva essere allontanato, ma non ucciso».

Polpette con sospetto topicidavicino ai giardini di Castelletto
Sequestrate ieri mattina dopo la denuncia di un'insegnante. Erano state abbandonate seguendo
un preciso percorso
Genova - CINQUANTA polpette piene di granuli "sospetti", disseminate lungo passo Sant'Ugo, a due passi dal castello D'Albertis e a ridosso di una zona in cui spesso giocano i bambini.Alimenti avvelenati? Con ogni probabilità sì, perlomeno secondo il primissimo (e per forza superficiale) esame condotto dai carabinieri, che le hanno comunque sequestrate per "girarle" alla Asl 3. Perché oltre alla carne macinata contenevano granuli di probabile topicida, e chiunque le avesse ingerite avrebbe rischiato di stare parecchio male. Ma perché sono (o sarebbero) stati abbandonati cibi pericolosi in una zona del genere, e in modo più o meno strategico, essendo disseminate a precisa distanza una dall'altra quasi a costituire un percorso?
Se lo chiede di sicuro l'insegnante P. C., che ieri mattina poco prima delle sette stava percorrendo proprio passo Sant'Ugo dopo aver attraversato i giardini Eugenio Montale. «Stavo portando a spasso il mio cane e ho visto che ne ha mangiata una. Mi sono subito insospettita ed è stato sufficiente alzare lo sguardo per capire che ce n'erano svariate decine disseminate qua e là, in maniera quasi strategica».
P. C. ha contattato un'amica e sulle prime hanno pensato di rivolgersi direttamente alla Asl 3, per fare esaminare l'alimento. In realtà non è stato possibile, poiché occorre una formale denuncia alle forze dell'ordine. A quel punto, non essendo riuscite a risolvere il problema negli uffici dei vigili urbani, si sono rivolti all'Arma, in particolare alla stazione di San Teodoro.
E la domanda cui rispondere il più in fretta possibile è la solita. Perché, se davvero dentro le polpette c'era topicida (i dubbi potranno essere fugati solo con un esame più dettagliato) erano state abbandonate in quel modo? Chi le ha lasciate si è reso conto del pericolo creato non solo per gli animali, molti, che camminano in quella zona, ma anche per i bimbi che passano talvolta insieme alle mamme? I militari hanno comunque sigillato gli alimenti e dovrebbero consegnarli all'Azienda sanitaria con l'inizio della settimana

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