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Casa a fuoco, rubate le ceneri della madre. «Ti distruggiamo»

BERLINO — «Non è stata la tua settimana migliore, vero, Daniel? Be’, mettiti in testa questo: attaccheremo la tua vita privata ogni volta che sarà possibile farlo. Se pensi sia divertente uccidere animali nella tua foresta in Austria, la distruggeremo. Hai altri hobbies? Distruggeremo anche quelli. Distruggeremo la tua vita».
Di Daniel Vasella, numero uno del colosso farmaceutico Novartis, si sa praticamente tutto: parentele e passioni, interessi e manie. Nato nel 1953 a Friburgo e «cresciuto con quella riservatezza – raccontava al settimanale tedesco Focus – tipica di chi è educato in Svizzera», nel 1996 diventa amministratore dell’azienda nata dalla fusione di Sandoz (di proprietà dello zio di sua moglie) e Ciba-Geigy. E tutto, intorno a lui, cambia. «Forse – ammetterà in seguito - avevo sottovalutato quanto sarebbero diventati pubblici alcuni aspetti della mia esistenza».
Talmente pubblici da trasformarlo in un target perfetto. Solo la settimana scorsa qualcuno si era introdotto nel cimitero di Coira, nel Canton Grigioni, profanando la tomba di famiglia e trafugando l’urna con le ceneri della madre. Nella notte tra domenica e lunedì il livello dello scontro si è alzato: alle 3.25 del mattino a Bach, nel Tirolo austriaco, un turista tedesco viene svegliato da un’es plosione.
Si affaccia, afferra il telefono.
«C’è uno chalet in fiamme, correte». Era il casino di caccia di Vasella. Una casa in legno dotata di celle frigorifere e una stanza per i trofei, con tanto di riserva privata da 4mila ettari.
C’è voluta un’ora perché i 120 pompieri accorsi sul luogo riuscissero a spegnere il rogo. Vasella, nel frattempo, si era precipitato a Bach con il suo elicottero privato. Ed è stato da subito chiaro che non si trattava di un incendio doloso qualsiasi. Perché le tre lettere comparse sulla lapide di Coira sono tornate a galla quella notte, nelle pieghe della Rete. Su http://www.facebook.com/l/;directaction.info, che raccoglie le rivendicazioni delle azioni compiute (anche in Italia) dai gruppi militanti animalisti. «Abbiamo concentrato 60 litri di benzina in due punti attorno alla casa. Non è la tua settimana, eh? Ricordati solo una cosa: avere a che fare con l’Hls significa avere a che fare con noi».
Hls, vale a dire Huntingdon Life Sciences. Il più grande laboratorio d’Europa specializzato in test sugli animali. In una parola: vivisezione. C’era quella sigla, sulla tomba dei Vasella. « Drop Hls now », staccatevi subito dalla Hls. Nessuna firma, ma i sospetti sono subito corsi in direzione della Shac (Stop Huntingdon Animal Cruelty), l’associazione animalista inglese che da anni si batte per la chiusura del centro – cui a partire dagli anni ’80 sono stati contestati (tra sospensioni della licenza e rischi di bancarotta) casi di maltrattamento su cani e scimmie. La Shac è stata a sua volta al centro di un’operazione di polizia internazionale contro l’estremismo animalista; a gennaio, 7 dei fondatori sono stati ritenuti colpevoli di ricatto e condannati a pene tra i 4 e gli 11 anni.
Sulla lapide, però, la sigla della Shac non c’era. E per quanto riguarda il rogo, ha smentito di esserne responsabile. In rete, la rivendicazione è firmata da un fantomatico Mfah Austria: « Militant forces against Huntingdon Life Science ». «Un gruppo sconosciuto nel nostro Paese», ha dichiarato la polizia. L’antiterrorismo si è già messo al lavoro. Nel mentre, la Novartis ha specificato di «non aver più affidato studi o altri lavori a Hls da anni», e ha rafforzato le misure di sicurezza per i dipendenti.
Perché negli ultimi mesi, i segnali di avvertimento si erano moltiplicati: vetture date alle fiamme, telefonate notturne di minacce. Un vero e proprio «terrorismo psicologico», così lo definisce l’azienda. Che, va detto, non è nuova alle contestazioni: dallo scontro con Medici senza frontiere sulla causa intentata contro l’India, «colpevole» di permettere la produzione locale di farmaci generici anti Aids, alle polemiche sull’uso del Ritalin in età infantile. Mai, però, si era arrivati a questo livello.
Daniel Vasella, ora, è l’obiettivo. L’ex bambino ammalato di tubercolosi, che è arrivato a guadagnare (nel 2008, dati Forbes) oltre 3.315.000 franchi svizzeri solo per il suo ruolo in Novartis. L’ex ragazzo che a 16 anni militava nell’associazione marxista-leninista Cercle Gracchus, e che oggi è consigliere della Bill & Melinda Gates Foundation ed è stato scelto dai lettori del Financial Times come uomo d’affari europeo più influente degli ultimi 25 anni. «Ritengo ancora giusti i valori di allora: libertà di pensiero, giustizia, parità dei diritti. Solo i dogmi li trovo ripugnanti». Chi ha appiccato il fuoco alla casa di Bach, sfortunatamente, non sembra dello stesso avviso.
Gabriela Jacomella
© RIPRODUZIONE RISERVATA Blitz
La tenuta di Vasella, a Bach, nel Tirolo, è stata incendiata da militanti animalisti contrari agli esperimenti sulle cavie
Sul sito ambientalista
La rivendicazione sul web: «Ricordati: avere a che fare con i test su esseri viventi significa avere a che fare con noi»

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